Pubblicato da: pades | 24 settembre 2010

Cultura dell’artificiale: ora anche la ginnastica in pillole

Pillola

Pillola

Volete leggere qualcosa di divertente? Cercate sui motori di ricerca “gimnomimetica” (o “gymnomimetics”, per i siti americani) e troverete un bell’esempio (si fa per dire) dell’imperante cultura del “tutto, qui, subito e senza fatica“. Stavolta non è del tutto colpa dei soli mezzi di informazione, ma anche un po’ dei ricercatori e dei consumatori: ma mi lego mani e piedi e lascio a voi il giudizio, se no rischio, come alcuni mi dicono, di essere troppo tranchant.
Veniamo ai fatti: una recente pubblicazione dell’Università della Pennsylvania (1) ha reso noti i risultati di un interessante esperimento, partito da questa domanda epocale: perchè l’esercizio fisico fa bene e previene molte patologie? In effetti i meccanismi biochimici coinvolti sono tutt’altro che chiari, anche se molti si aspetterebbero il contrario. Come mai ad esempio l’attività sportiva induce la produzione di endorfine che ci fanno sentire molto meglio? Quali meccanismi scatenano l’accrescimento muscolare e osseo? Secondo quali priorità vengono bruciate le riserve di grassi e zuccheri? Come mai il sistema cardiovascolare, seppure messo sotto pressione, ne trae più giovamento che stare a riposo? Tutte domande che, se risolte, potrebbero avere risvolti terapeutici non da poco (cura della depressione, dell’osteoporosi, dell’obesità, dei problemi cardio-vascolari…). Ebbene, i ricercatori hanno monitorato più di 300 persone prima, durante e dopo l’attività fisica, anche intensa, misurando i valori di più di 200 parametri e metaboliti fisiologici. Da questi 200 ne hanno isolati una ventina che hanno le maggiori fluttuazioni, ipotizzando che la somministrazione degli stessi metaboliti nelle stesse concentrazioni possa “simulare” nell’organismo gli effetti di una attività sportiva, e scatenare simili effetti benefici. In particolare uno di questi, la niacinamide (o nicotinamide), sembra essere il più promettente, da successive prove fatte in vitro su cellule muscolari. Questo tentativo di simulazione, per mezzo di farmaci, dell’attività fisica è stato chiamato dai ricercatori “gimnomimetica”. Qui lo studio si conclude, ponendo buone basi per decine di ricerche successive che potrebbero capire molti meccanismi fisiologici e spiegare il motivo di molte patologie, spianando la strada alla loro prevenzione.

Questo il resoconto asciutto dei fatti. Ma ecco che in meno di un mese intorno alla notizia si attiva il circo Barnum della diffusione dell’informazione, che la impacchetta subito come “arriva la ginnastica in pillole per i pigri“: un bel frullato di metaboliti solubili, o una mega pillolona, e via a tuffarsi a mani avanti e piedi uniti sul divano davanti alla TV per un’ora di “jogging virtuale”, mentre muscoli, ossa e arterie si rinforzano davanti a un bel reality show. Ma perchè certa cultura moderna insiste a tutti i costi a voler produrre “approssimazioni” della vita naturale? Dopo gli alimenti finti e artificiali, pieni di integratori carpiti dai cibi veri, ora anche la ginnastica artificiale, con metaboliti distillati dalla fatica altrui? Ma davvero si può pensare che l’effetto di una ventina di molecole sia lo stesso di quello di una naturale attività fisica? Non oso pensare all’effetto di maxi dosi di una manciata di composti chimici lanciati a briglia sciolta nell’organismo ma non accompagnati dalla giusta interazione con le altre centinaia, che rimangono al palo: uno squilibrio da mettersi le mani nei capelli.
Eppure quello che traspare dalle varie “riprese” della notizia è che, certo, si è tutti d’accordo (con sorrisi di sufficienza) che il movimento faccia bene, ma se si potessero avere gli stessi effetti senza fatica e in meno tempo… con una semplice pillola poi… che pacchia. Purtroppo il nostro organismo non si trova per niente bene con approssimazioni artificiali dell’ambiente nel quale si è evoluto, questo la scienza lo sta dimostrando giorno dopo giorno. Ma la fissa per la ricerca della pillola magica è ancora dura, durissima da demolire.

Fortunatamente gli stessi autori dello studio danno, anche se un po’ troppo blandamente, lo stop alla fantasia: la ricerca serve a capire i meccanismi, ma la vera attività fisica risulta al momento insostituibile, visto che per applicare la gimnomimetica occorrerebbero ancora molti anni. Ora bisogna convincere chi era già sul divano con telecomando, guida TV, portapillole e bicchiere d’acqua in mano, ma intanto un termine originale, evocativo ed accattivante è stato creato, e anche se la gimnomimetica scientificamante rimarrà un’utopia, molti produttori di integratori, bevande sportive e alimenti dietetici e da fitness si getteranno a pesce nel lanciare sul mercato prodotti che, con l’aggiunta di una spruzzata di molecole, si proclameranno “gimnomimetici“. Sarà un successo clamoroso. Dite che esagero?

(1) Megan F. Burke, Richard L. Dunbar and Daniel J. Rader – Pennsylvania University
Science Translational Medicine – luglio 2010
“Could Exercise Metabolomics Pave the Way for Gymnomimetics?”


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